La trasferta passata a un collega. Il cliente visto solo a schermo. Dieci ore di treno al posto di due di volo.
Fai il testDue minuti, qui sotto. Poi decidi tu se parlarne.
Un percorso individuale con uno psicoterapeuta dedicato, per chi ha deciso che il conto è salito abbastanza.
Il primo passo
Due minuti. Servono a capire da dove nasce la tua paura e quanto ti sta costando. Il percorso è individuale e non prendiamo tutti: alla fine, se c'è margine per lavorare insieme, scegli tu se prenotare la chiamata da 30 minuti.
Quello che nessuno conta
Il giorno del volo è la parte breve. Il resto viene tutto prima: le notti in cui non dormi, l'appetito che se ne va, il meteo controllato ogni mattina. E dopo l'atterraggio c'è già il ritorno.
Come funziona l'ansia che parte settimane prima.
Da settimane prima
Dormi male, mangi meno, controlli le previsioni tutti i giorni, e più si avvicina la data più il resto passa in secondo piano.
Il giorno stesso
Le ore in aeroporto, il portellone che si chiude, il decollo. Il momento peggiore è quasi sempre lo stesso, e tu sai già qual è.
Dopo l'atterraggio
Il sollievo dura poco: c'è il ritorno da fare, e poi il prossimo viaggio che qualcuno proporrà.
Chi ti spiega le statistiche sulla sicurezza sta rispondendo alle due ore di volo. Il lavoro vero è su tutte le settimane che ci stanno intorno.
Ti riconosci?
Fai il conto
Non c'è una fattura, quindi sembra gratis. Ma se metti in fila quello che ti ha già preso, il numero c'è, ed è più alto di quanto pensi.
Il conto di nave, treno e macchina al posto dell'aereo, e quello che costa in trasferte e fiere.
Il percorso ha un prezzo. Anche non farlo ce l'ha: solo che il secondo lo paghi ogni anno, e aumenta.
Quello che non avevi messo in conto
Un figlio che non parte per la gita, una vacanza all'estero che non propone più nessuno. I bambini imparano guardando, e quello che vedono è che l'aereo è una cosa da temere.
Funziona però anche al contrario. Vedere un genitore che affronta una cosa invece di evitarla è una lezione più forte di qualsiasi rassicurazione. È il motivo per cui molte persone iniziano: non per sé, ma per non lasciare in eredità una rinuncia.
La verità che nessuno ti dice
Sai già che è il mezzo più sicuro che esista. Eppure quando si chiude il portellone il corpo non ci crede. Sotto la stessa frase, "ho paura di volare", ci sono tre cose diverse.
Le tre paure, spiegate una per una. E se il problema è lo spazio chiuso, non è aerofobia.
Non è il volo, è non poter uscire quando lo decidi tu. Spesso la stessa sensazione torna anche altrove: una riunione in cui devi parlare, una coda, un ascensore.
Stai sopra qualcosa di pesante che vola, guidato da qualcuno che non conosci, e non c'è niente che dipenda da te. Da lì nascono lo scalo in più, il posto vicino all'uscita, il meteo controllato per settimane.
Non temi l'aereo, temi di stare male lì dentro davanti a tutti, senza poterti alzare e andare via. È la paura di avere paura, e si autoalimenta molto prima del decollo.
Sono tre meccanismi diversi e si lavorano in modo diverso. Capire quale sia il tuo è la prima cosa che facciamo, ed è il motivo per cui il percorso non è uguale per tutti.
Perché quello che hai provato non ha funzionato
I corsi delle compagnie ti spiegano come funziona un aereo, i farmaci ti sedano per qualche ora, evitare di volare ingrandisce il problema ogni anno che passa. Tutte strategie che lavorano sul sintomo.
In dettaglio: i corsi delle compagnie, gli ansiolitici e la psicoterapia generica.
Il percorso lavora sul meccanismo che genera l'allarme, e lo riaddestra per gradi: anche con l'esposizione in realtà virtuale, che ti fa attraversare ogni fase del volo in un posto da cui puoi uscire quando vuoi.
Dove arrivi
SCENA 1
Prenoti un volo come prenoti un ristorante: guardi orari e prezzo, non le previsioni del meteo a 40 giorni.
SCENA 2
Al decollo guardi fuori dal finestrino. Le sensazioni ci sono ancora, ma non comandano più loro.
SCENA 3
La trasferta la fai tu, non il collega. E il viaggio che rimandavi da anni lo scegli tu: la parte più difficile è decidere la valigia.
Come si parte
Rispondi a poche domande sul tuo rapporto con il volo. Due minuti, e servono anche a te per mettere a fuoco.
Una chiamata vera, non una vendita mascherata. Capiamo insieme da dove nasce la tua paura e se possiamo aiutarti.
Se c'è margine per lavorare insieme, ti proponiamo il percorso adatto al tuo punto di partenza. Se non c'è, te lo diciamo.
Quasi sicuramente hai provato strategie che gestiscono il sintomo: informazioni, farmaci, tecniche di respirazione. Qui si lavora sul meccanismo che genera l'allarme, con un accompagnamento personale. Se il tuo caso non rientra, te lo diciamo prima di iniziare.
Sì, ed è una situazione frequente. Questo percorso non sostituisce il lavoro che stai già facendo, ci si affianca. La psicoterapia che fai lavora sul quadro ampio, sulle radici, su tutto il tuo vissuto, e ha i suoi tempi. Qui invece si lavora su una cosa sola e molto delimitata: salire su un aereo. Sono due piani diversi che non si pestano i piedi, e se per te va bene chiediamo di poterci confrontare con chi ti segue, così il lavoro procede nella stessa direzione.
È la situazione da cui parte la maggior parte delle persone che ci scrive. Il lavoro sul volo che hai già prenotato comincia dalla prima sessione: si anticipa l'esposizione sulle fasi che ti riguardano, si prepara nel dettaglio quella giornata, e il terapeuta è raggiungibile nei giorni prima e il giorno stesso. Il tuo volo diventa un checkpoint dentro il percorso, non il traguardo finale: dopo si riprende da dove eravate rimasti, con un'informazione che prima non avevi, cioè com'è andata davvero.
Soprattutto per te. Chi evita da anni ha una paura più radicata ma anche più da guadagnare: il percorso è pensato per riportarti a bordo per gradi, senza salti nel vuoto.
A fare esposizione graduale in un posto da cui puoi uscire quando vuoi. Attraversi le fasi che ti bloccano davvero, l'attesa, il portellone che si chiude, il decollo, tutte le volte che serve e insieme al terapeuta, senza dover prenotare un volo per provarci. Non serve a recuperare ricordi: serve ad abituare il corpo a una situazione, un pezzo alla volta.
Uno psicoterapeuta iscritto all'Albo, che lavora con esposizione graduale e realtà virtuale. In chiamata ti diciamo chi è e come lavora, prima che tu debba decidere qualsiasi cosa.
Se la tua polizza rimborsa le sedute di psicoterapia, dillo prima di partire. Le sedute vengono fatturate dal professionista iscritto all'Albo e in modo distinto dal resto del percorso, così hai i documenti da presentare. Quello che poi ti viene effettivamente rimborsato dipende dalla tua polizza e non da noi: conviene verificarlo con loro prima di iniziare.
Non è un corso da poche decine di euro e non è nemmeno una seduta sciolta. È un percorso individuale di tre mesi con uno psicoterapeuta dedicato: dodici sedute, il visore spedito a casa tua, il supporto nei giorni intorno al volo e il test ripetuto per misurare il movimento. La cifra la vediamo insieme in chiamata, dopo aver capito se possiamo esserti utili davvero: un prezzo solo, nessun listino più alto, nessuna offerta a scadenza, nessuno sconto. Se cerchi una spesa da poche decine di euro, parti dalla nostra guida. In chiamata capiamo se ha senso per il tuo caso, e resti libero di dire di no.
Due minuti di test, poi decidi tu. E se non facciamo al caso tuo, te lo diciamo noi per primi.