La trasferta passata a un collega. La famiglia lontana vista una volta l'anno. Le vacanze fatte in macchina, o in aereo con le gocce in tasca.
Fai il testDue minuti, qui sotto. L'hanno già fatto oltre 300 persone.
Con Valentina Lepore e Silvia Dal Ben, psicoterapeute iscritte all'Albo. Chi siamoUn percorso individuale con uno psicoterapeuta dedicato, per chi ha deciso che il conto è salito abbastanza.
Due minuti. Servono a capire da dove nasce la tua paura e quanto ti sta costando. Il percorso è individuale e non prendiamo tutti: alla fine, se c'è margine per lavorare insieme, scegli tu se prenotare la chiamata da 45 minuti.
Chi ti parla di sicurezza risponde alle due ore. Noi lavoriamo sulle settimane.
Arrivi a destinazione svuotato, e l'ansia delle settimane prima il farmaco non la tocca.
Le gocce prima dell'imbarco, a volte di nascosto da chi viaggia con te. Il viaggio te lo racconti dopo. Se voli ma ti obblighi
Fai il testNon hai deciso di rinunciare. Certe mete sono uscite dall'elenco da sole.
Dieci ore di treno pur di non farne due di volo. Il matrimonio all'estero, la laurea del nipote: ci sei arrivato in un altro modo, o non ci sei andato.
Fai il testPiù si avvicina la data, più l'ansia occupa le giornate.
Un viaggio di lavoro che non puoi delegare, un matrimonio, una vacanza prenotata da altri. Non vuoi arrivarci sperando che vada bene: vuoi arrivarci pronto.
Fai il testTocca quello che ti è già successo.
Non c'è una fattura, quindi sembra gratis.
0 voci segnate. Ognuna torna ogni anno, finché non la affronti.
Fai il testIl conto di nave, treno e macchina · Quello che costa in trasferte e fiere
I bambini imparano guardando. Un genitore che affronta una cosa invece di evitarla vale più di qualsiasi rassicurazione.
Sai già che è il mezzo più sicuro. Sotto la stessa frase ci sono tre paure diverse.
Non poter uscire quando lo decidi tu. Torna anche in coda o in ascensore.
Niente dipende da te. Da lì lo scalo in più e il meteo controllato per settimane.
Stare male davanti a tutti. E spesso non lo racconti a nessuno.
Capire qual è la tua è la prima cosa che facciamo.
Le tre paure, una per una · Se è lo spazio chiuso, non è aerofobia
Corsi, farmaci ed evitare lavorano sul sintomo. Il percorso lavora sul meccanismo dell'allarme, per gradi, anche con la realtà virtuale.
I corsi delle compagnie · Gli ansiolitici · La psicoterapia generica
Un gradino alla volta, col visore e insieme alla terapeuta.
Due minuti, qui sopra.
Capiamo da dove nasce la tua paura.
Se non possiamo aiutarti, te lo diciamo.
Quasi sicuramente hai provato strategie che gestiscono il sintomo: informazioni, farmaci, tecniche di respirazione. Qui si lavora sul meccanismo che genera l'allarme, con un accompagnamento personale. Se il tuo caso non rientra, te lo diciamo prima di iniziare.
Sì, ed è una situazione frequente. Questo percorso non sostituisce il lavoro che stai già facendo, ci si affianca. La psicoterapia che fai lavora sul quadro ampio, sulle radici, su tutto il tuo vissuto, e ha i suoi tempi. Qui invece si lavora su una cosa sola e molto delimitata: salire su un aereo. Sono due piani diversi che non si pestano i piedi, e se per te va bene chiediamo di poterci confrontare con chi ti segue, così il lavoro procede nella stessa direzione.
È la situazione da cui parte la maggior parte delle persone che ci scrive. Il lavoro sul volo che hai già prenotato comincia dalla prima sessione: si anticipa l'esposizione sulle fasi che ti riguardano, si prepara nel dettaglio quella giornata, e il terapeuta è raggiungibile nei giorni prima e il giorno stesso. Il tuo volo diventa un checkpoint dentro il percorso, non il traguardo finale: dopo si riprende da dove eravate rimasti, con un'informazione che prima non avevi, cioè com'è andata davvero.
Soprattutto per te. Chi evita da anni ha una paura più radicata ma anche più da guadagnare: il percorso è pensato per riportarti a bordo per gradi, senza salti nel vuoto.
A fare esposizione graduale in un posto da cui puoi uscire quando vuoi. Attraversi le fasi che ti bloccano davvero, l'attesa, il portellone che si chiude, il decollo, tutte le volte che serve e insieme al terapeuta, senza dover prenotare un volo per provarci. Non serve a recuperare ricordi: serve ad abituare il corpo a una situazione, un pezzo alla volta.
Una delle nostre psicoterapeute, Valentina Lepore o Silvia Dal Ben: entrambe iscritte all'Albo, formate in terapia cognitivo comportamentale, lavorano online con esposizione graduale e realtà virtuale. Prima che tu decida qualsiasi cosa ti diciamo con chi lavoreresti. Leggi chi sono.
Se la tua polizza rimborsa le sedute di psicoterapia, dillo prima di partire. Le sedute vengono fatturate dal professionista iscritto all'Albo e in modo distinto dal resto del percorso, così hai i documenti da presentare. Quello che poi ti viene effettivamente rimborsato dipende dalla tua polizza e non da noi: conviene verificarlo con loro prima di iniziare.
Non è un corso registrato e non è una seduta sciolta. È un percorso individuale con una psicoterapeuta dedicata: le sedute, il visore spedito a casa tua, le schede e gli esercizi fra una seduta e l'altra, il test ripetuto per misurare il movimento. La durata si decide in base a quanto voli e a cosa ti serve, e la vediamo insieme in chiamata, dopo aver capito se possiamo esserti utili davvero. Se preferisci iniziare da solo, parti dalla nostra guida. In chiamata capiamo se ha senso per il tuo caso, e resti libero di dire di no.
Il primo volo della sua vita è stato dirottato. Per anni ha detto no ai voli, anche al lavoro. Oggi prende un aereo ogni venti giorni.
Torino, poi cinque anni a Londra: su e giù dall'Inghilterra in continuazione. Il primo volo della sua vita è stato dirottato, Londra verso Nizza, e a Nizza è arrivato la seconda volta. Poi due attacchi di panico in volo, e un solo intercontinentale in tutta la vita.
Nel 2025 un regista lo chiama per produrre una docuserie: due trasferte, Cape Town e Hong Kong. Ottomila euro in due mesi, e ha detto di no. Non al lavoro: ai due voli. Il lavoro se n'è andato con loro.
Nel mezzo aveva provato quello che provano tutti. Un anno e mezzo di psicoterapia: qualcosa è migliorato, il volo no. Gli ansiolitici: se la viveva male lo stesso. Poi ha trovato la cosa che ha funzionato, e non la cercava per venderla: la cercava per sé.
Di mestiere, intanto, ne faceva un altro: economia e finanza, cinque anni a Londra, e poi anni passati a costruire sistemi di acquisizione online per aziende di altri, a portare persone dal punto A al punto B. Un lavoro che riesce bene e che alla fine della giornata lascia in mano dei numeri.
A un certo punto ha voluto che quel mestiere servisse a qualcosa che cambia la vita a qualcuno, non a far salire una riga in una dashboard. Vola Facile nasce lì, dall'incrocio delle due cose: la paura che si era portato dietro per anni e l'unico mestiere che sapeva fare davvero, usati per rendere ripetibile a qualcun altro quello che aveva funzionato su di lui.
È la persona con cui parli in chiamata: capisce da dove nasce il tuo blocco e ti dice con franchezza se possiamo aiutarti.
Quarant'anni, e una carriera passata in consulenza ad attraversare settori diversi: aziende, persone e problemi che non si somigliavano mai. È il mestiere che insegna la cosa più utile di tutte, cioè fare le domande giuste prima di proporre qualsiasi soluzione.
Oggi quel mestiere lo fa su una cosa sola: la paura di volare. Non più dieci mondi diversi, ma uno, guardato da vicino tutti i giorni.
È la persona con cui parli in chiamata. Il suo lavoro non è convincerti a partire: è capire da dove nasce il tuo blocco e dirti, con franchezza, se questo percorso può esserti utile o no. Capita spesso che la risposta sia no, e te la diciamo lo stesso.
Psicoterapeuta cognitivo comportamentale, Istituto Skinner. Lavora per pochi obiettivi precisi, online da Avellino.
Psicoterapeuta cognitivo-comportamentale, specializzata all'Istituto Skinner. È anche analista del comportamento: oltre alla clinica supervisiona programmi educativi per bambini e adulti autistici, un lavoro fatto di obiettivi piccoli, misurati e ripetuti finché non tengono. È la stessa logica con cui si torna a volare un pezzo alla volta.
Lavora per pochi obiettivi precisi, non allargando il discorso a tutta la tua storia: la paura di volare si smonta dov'è, cioè nelle settimane prima e in quelle due ore lì.
Un anno e mezzo di sola terapia online prima di arrivare qui, e oggi lavora più a distanza che in studio: per lei l'online è lo standard, non un ripiego. Vuol dire che le sedute non saltano per una trasferta, per un trasloco o perché abiti lontano. Riceve da Avellino, e segue persone in tutta Italia.
Psicoterapeuta cognitivo comportamentale dal 2010, Istituto ITC. Lavora con l'ACT ed esercizi fra una seduta e l'altra.
Psicologa clinica e psicoterapeuta cognitivo-comportamentale dal 2010, specializzata all'Istituto ITC. Prima di spostare il grosso del lavoro online ha fatto dieci anni di studio in presenza, con bambini, ragazzi e adulti, dalle nove del mattino alle otto di sera.
Negli anni si è spostata su quella che in gergo si chiama terza generazione, l'ACT: invece di combattere il pensiero brutto finché non se ne va, insegna a portarselo dietro mentre fai lo stesso quello che devi fare. Su una paura che si accende settimane prima del volo è una differenza che si sente.
Lavora con schede ed esercizi fra una seduta e l'altra: quando la chiamata si chiude il lavoro non finisce lì. E ai suoi pazienti dice una cosa che vale la pena sapere prima di cominciare: non tutte le tecniche funzioneranno per te, ma vanno provate tutte, senza decidere prima quale è quella giusta. Riceve dal Trevigiano, in seduta online.
Ottantasei pagine su come funziona la paura di volare e su cosa si fa, giorno per giorno, per trenta giorni. È il libro da cui nasce il percorso: lo trovi su Amazon, in cartaceo.
Il percorso completo è un'altra cosa: il libro si legge da soli, il percorso si fa con una psicoterapeuta e col visore.
Due minuti di test, poi decidi tu. E se non facciamo al caso tuo, te lo diciamo noi per primi.