Paura di volare

Faccio già psicoterapia. Perché sul volo non è cambiato niente

L'obiezione più frequente che ci arriva, e quasi sempre da chi la terapia la sta facendo sul serio.

È l'obiezione più frequente che ci arriva, e nella maggior parte dei casi arriva da chi la psicoterapia la sta facendo davvero, magari da anni. La domanda vera sotto è un'altra: se sto già lavorando su di me con un professionista, perché sul volo non è cambiato niente?

La risposta quasi sempre non ha niente a che vedere con la bravura di chi ti segue.

Due lavori diversi, non due qualità diverse

Una psicoterapia lavora sul quadro ampio: le radici, la storia, il funzionamento complessivo. Ha i suoi tempi e la sua agenda, e l'agenda la decidono le cose urgenti. In una vita in cui c'è un lutto, una relazione che finisce o un problema di lavoro, l'aereo non è mai la cosa più urgente. Così si rimanda, seduta dopo seduta, per anni.

La frase che sentiamo più spesso è una versione di questa: forse su quello non ci siamo focalizzati tanto, perché c'erano cose più urgenti. Non è una critica al terapeuta. È la descrizione esatta di come funziona un percorso ampio.

Perché una paura specifica chiede un lavoro specifico

Sulle paure circoscritte l'intervento con più supporto in letteratura è l'esposizione graduale: si attraversa la situazione temuta per gradi, restandoci finché l'allarme scende. È una procedura con un ordine, un criterio per salire di livello e una misura.

Capire da dove viene la paura può essere prezioso, ma non la scioglie. Sono due piani diversi: uno risponde al perché, l'altro cambia la reazione. Molte persone hanno il primo e non hanno mai fatto il secondo.

Il problema pratico che blocca tutti

Anche quando il volo entra in terapia, resta l'ostacolo di sempre: l'esposizione all'aereo non si può fare. Non ci sono dosi piccole, non c'è una via d'uscita, e non si ripete venti volte. Un terapeuta che volesse applicare il metodo giusto si trova senza lo strumento per applicarlo, ed è per questo che spesso si ripiega su tecniche di gestione, che aiutano ad attraversare un volo ma non cambiano la reazione al successivo.

Cosa facciamo noi, detto senza giri

Non è un percorso di psicoterapia. È un protocollo verticale su una cosa sola, salire su un aereo, e le sedute individuali sono una parte del pacchetto insieme all'esposizione graduale con il visore, al lavoro sui giorni intorno al volo e a una misura ripetuta del progresso. Le sedute le svolge uno psicoterapeuta iscritto all'Albo.

Non sostituisce la terapia che stai facendo e non ci si sovrappone: l'una lavora sul quadro, l'altro su un obiettivo delimitato. Se ti va, chiediamo di poterci confrontare con chi ti segue, così il lavoro va nella stessa direzione.

Quando non ha senso

Quando quello che ti serve è proprio il lavoro ampio, non un verticale. Se la difficoltà riguarda molte situazioni, se ci sono attacchi di panico fuori dai viaggi, se il volo è una delle tante cose che si sono chiuse negli anni, allora la cosa giusta è una psicoterapia e te lo diciamo in chiamata. La distinzione è in claustrofobia o paura di volare.

Domande frequenti

Sto già facendo psicoterapia, ha senso un percorso sulla paura di volare?

Nella maggior parte dei casi sì, e sono due piani diversi che non si pestano i piedi. La psicoterapia lavora sul quadro ampio e ha i suoi tempi; qui si lavora su un obiettivo delimitato, salire su un aereo. Capita spesso che in anni di terapia il volo non sia mai stato affrontato, semplicemente perché c'erano cose più urgenti.

Perché anni di terapia non hanno risolto la mia paura di volare?

Di solito per due motivi, e nessuno dei due riguarda la bravura di chi ti segue. Il primo è che l'agenda di un percorso ampio la decidono le cose urgenti, e l'aereo non è mai la più urgente. Il secondo è che sulle paure specifiche serve esposizione graduale, e all'aereo non si può applicare: non ci sono dosi piccole né vie d'uscita.

Uno psicologo può curare la paura di volare?

Sì, e l'approccio con più supporto in letteratura sulle paure specifiche è l'esposizione graduale. Il limite è pratico più che clinico: senza uno strumento per ripetere le fasi del volo, spesso si ripiega su tecniche di gestione, che aiutano ad attraversare un volo ma non cambiano la reazione a quello dopo.

Il percorso Vola Facile sostituisce la psicoterapia?

No, e non è nemmeno un percorso di psicoterapia: è un protocollo verticale su un obiettivo solo, di cui le sedute individuali con uno psicoterapeuta iscritto all'Albo sono una parte, insieme all'esposizione con il visore e al lavoro sui giorni intorno al volo. Se il paziente è d'accordo chiediamo di confrontarci con chi lo segue.

Che tipo di paura hai davvero?

Due minuti di domande. Alla fine sai su quale dei tre meccanismi si regge la tua, e se il nostro percorso ha senso per il tuo caso.

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