Paura di volare
Quando la paura di volare ti costa le trasferte
Nessuno la chiama paura. La chiamano organizzazione, e la pagano ogni anno.
C'è una versione della paura di volare che non si racconta mai, perché costa più delle altre: quella che riguarda il lavoro.
Non si presenta come paura. Si presenta come organizzazione. Alla fiera ci va un collega. Al congresso manda qualcun altro. Il cliente lo si incontra in videochiamata. Per quella trasferta si trova una soluzione da remoto. Detto così, ogni singola decisione è ragionevole. Sommate, disegnano una carriera.
Il costo che non compare in nessun budget
Le occasioni professionali non funzionano a distanza nello stesso modo. Le relazioni si costruiscono nelle stanze dove si entra, le decisioni si prendono spesso il giorno prima a cena, e chi c'era ha un vantaggio che non si recupera con una mail.
Nelle chiamate che facciamo questo emerge sempre con le stesse parole. Occasioni girate a qualcun altro. Voli prenotati e mai presi. Fiere di settore saltate quando sono il canale commerciale principale dell'azienda. E la frase che riassume il rischio: una persona che rifiuta, in un'azienda, non è mai ben vista.
Prendo la nave e mi pago la differenza di tasca mia, perché preferisco non rendere palese al lavoro questo tipo di cosa.
Questa è la parte più costosa di tutte. Non è il viaggio mancato: è il lavoro necessario per non far sapere niente. Pagare di persona l'alternativa, non chiedere un rimborso, costruire una spiegazione plausibile ogni volta.
Perché per chi lavora è più difficile affrontarla
Per tre motivi che si tengono insieme.
- Sembra gestita. Finché si trova sempre un'alternativa, non c'è un fallimento visibile da cui partire.
- Non si può dire. A un certo punto della carriera, dichiararlo sembra un costo maggiore del problema.
- Non c'è tempo. Chi ha un'agenda piena rimanda le cose che non hanno una scadenza, e la paura di volare non ne ha nessuna finché non arriva la trasferta che non si può girare a nessuno.
Quanto tempo serve, e come si incastra con l'agenda
Il percorso dura tre mesi. In pratica sono un'ora di seduta a settimana, online, più venti o trenta minuti di esercizi con il visore un paio di volte a settimana, da casa e negli orari che decidi tu. Non ci sono trasferte, non c'è un corso da frequentare in aeroporto, non si perdono giorni di lavoro.
Se c'è una data professionale da rispettare, una fiera o un congresso, il percorso si costruisce attorno a quella: si anticipa il lavoro sulle fasi che ti riguardano e la terapeuta è raggiungibile nei giorni prima e il giorno stesso.
Se la data è molto vicina, meno di tre o quattro settimane, è giusto dirlo: si lavora su quel volo come primo passo, non come traguardo.
La domanda fiscale, detta come sta
Ce la fanno spesso, quindi la mettiamo qui senza giri. La fattura la emette Vola Facile e oggi non è detraibile come spesa sanitaria e non è rimborsabile dalle assicurazioni sanitarie. Non ci risulta che sia una spesa deducibile in automatico per un'azienda o per un professionista: è una valutazione che va fatta con il proprio commercialista, e conviene farla prima di partire e non dopo.
Preferiamo dirlo in anticipo. Ci è stato chiesto da persone a cui questa risposta cambiava la decisione, e una risposta ottimista scoperta dopo la firma è un problema peggiore di un no detto prima.
Domande frequenti
Devo dirlo in azienda?
Non è necessario e non lo consigliamo come primo passo. Le sedute sono online e negli orari che scegli tu, quindi il percorso non richiede di spiegare niente a nessuno.
Ho una fiera fra tre settimane, faccio in tempo?
Tre settimane non bastano per un percorso completo, ma bastano per lavorare su quel volo specifico: esposizione anticipata sulle fasi che ti riguardano e preparazione della giornata. Quel volo diventa un punto dentro il percorso, non la fine.
La spesa è detraibile o rimborsabile?
No. La fattura è di Vola Facile e oggi non è detraibile come spesa sanitaria né rimborsabile dalle assicurazioni. Per l'eventuale deducibilità come spesa professionale o aziendale serve il parere del tuo commercialista.
Quanto tempo occupa a settimana?
Un'ora di seduta online, più venti o trenta minuti di esercizi col visore un paio di volte a settimana, da casa.
Che tipo di paura hai davvero?
Due minuti di domande. Alla fine sai su quale dei tre meccanismi si regge la tua, e se il nostro percorso ha senso per il tuo caso.
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